Actualidade
Novas e Axenda Bota un ollo á actividade do GEA

Chamamento á defensa da democracia e da liberdade da cultura en Turquía

22/07/2016

Os profesores Angelo d’Orsi (Università di Torino) e Guido Liguori (Università della Calabria) veñen de publicar un texto apelando pola defensa da liberdade e a democracia logo das medidas tomadas polo goberno de Recep Tayyip Erdogan en Turquía despois do golpe de Estado. Entre os encarceramentos, homicidios e ataques á liberdade de expresión (peche de xornais críticos), a educación volveu á tutela do Estado Turco: os docentes teñen prohibido viaxar ao estranxeiro, todos os decanos foron suspendidos, así como 15.200 docentes de escola, en moitos casos tamén arrestados, igual que maxistrados, policías ou militares.

Os autores len estas accións contra a cultura, a escola e a universidade como parte da transformación de Turquía nunha ditadura e chaman á comunidade intelectual a facer sentir a propia voz, exercendo presión sobre as autoridades académicas nacionais e europeas, para forzar a que esa violencia remate e restaurar alí o Estado de dereito e democrático. Para figurar como asinante é preciso escribir a info@historiamagistra.it . O texto completo, en Italiano e con data do 21 de xullo, é o seguinte:

 

APPELLO PER LA SALVAGUARDIA DELLA DEMOCRAZIA E DELLA LIBERTÀ DELLA CULTURA IN TURCHIA

Non abbiamo atteso il golpe del 15 luglio, mancato o finto che sia, per dubitare della qualità della democrazia nella Turchia di Erdogan. Ma gli eventi seguiti al colpo di Stato, negli ultimi giorni, hanno una gravità eccezionale, resa più inquietante dal silenzio della “comunità internazionale” e in particolare delle autorità dell’Unione Europea che recentemente, non contente di pagare Ankara con una cifra spropositata per chiederle di bloccare i migranti, hanno ritenuto opportuno riaprire la procedura di ingresso della Repubblica Islamica di Turchia nell’Unione. Un atto che ha suscitato non poche perplessità in relazione agli attacchi alla libertà di espressione del pensiero, in ogni sua forma, che Erdogan e i suoi governi praticavano da mesi con chiusura di giornali di opposizione, incarceramenti, uccisioni, al di fuori di qualsivoglia legittimità. Senza parlare dell’arroganza con cui respingeva ogni richiesta di riconoscimento di un fatto storico accertato, il genocidio degli armeni, o del non troppo lontano sostegno all’Isis, o della persistente politica di persecuzione del popolo curdo.

Ebbene, negli ultimi giorni, con il pretesto del colpo di Stato, Erdogan ha messo in atto la più feroce, sistematica azione combinata di repressione/prevenzione che si ricordi nella storia recente del mondo. Epurazioni di massa (sulla base di liste evidentemente già pronte), imprigionamenti, uccisioni, sospetti suicidi, e minacce, in un clima di caccia alle streghe che rinvia a tristi precedenti storici.

Noi non entriamo nel merito delle responsabilità del golpe, ma riteniamo che l’UE, le nazioni che si dichiarano democratiche, l’ONU, non possano rimanere inerti e silenti.

Noi sottoscritti, docenti universitari, in particolare, e uomini e donne che lavorano nella formazione, nell’organizzazione culturale, nell’informazione, esprimiamo la più ferma condanna dell’azione volta a mettere sotto tutela l’intera università turca e gli altri apparati, pubblici e privati, culturali e di formazione dell’opinione pubblica: ricordiamo che tutti i docenti turchi hanno ricevuto il divieto di espatrio, tutti i decani (1577) sono stati sospesi, come è stato per 15.200 docenti di scuola, funzionari e, ancora, magistrati, militari, poliziotti, quando non sono stati semplicemente licenziati, o peggio: arrestati e gettati in condizioni disumane in carceri di fortuna, denudati, ammanettati, malmenati.

Con il pretesto del colpo di Stato, in sintesi, Erdogan, già presidente autoritario, sta trasformando la Turchia in una vera e propria dittatura, con l’aggravante del connotato islamista, come la minaccia del velo obbligatorio per le donne lascia temere.

Noi sottoscritt* chiediamo a tutta la comunità intellettuale di far sentire la propria voce, esercitando ogni pressione sulle autorità accademiche nazionali ed europee, perché esse premano sulle autorità politiche italiane, comunitarie e internazionali, facendo cessare immediatamente l’odiosa, violenta, inaccettabile azione di Recep Erdogan contro la cultura, contro la scuola e l’università, e contro ogni forma di Stato di diritto e di democrazia in Turchia.

MÁIS NOVAS
Chamada á presentación de artigos á revista FOTOCINEMA
Até o 30 de abril de 2019
04/02/2019

FOTOCINEMA, Revista Crítica de Cine y Fotografía, vén de abrir o prazo para o envío de propostas para o número 19, que levará por título “Ver Bien: ambliopía e imagen óptica”. Coordinado por  Ramón Esparza (Euskal Herriko Unibertsitatea) e Paula Gortazar (University of Westminster), o monográfico ten prevista a súa publicación en xullo. Directrices de envío: […]

Seguir lendo
Próxima presentación do segundo número da revista Volvoreta
Será o sábado 2 de marzo ás 18.00 horas no CGAI
29/01/2019

O Centro Galego de Artes da Imaxe (CGAI) acollerá o vindeiro sábado, día 2 de marzo, o acto de presentación do segundo número de Volvoreta. Revista de Literatura, Xornalismo e Historia do Cinema. O evento comezará ás 18.00 horas e contará coa presenza de José Luis Castro de Paz (membro do Grupo de Estudos Audiovisuais e […]

Seguir lendo
Aberta a inscrición para a 8ª Conferencia Internacional de Cinema de Viana do Castelo
As persoas interesadas en participar poderán enviar propostas de comunicación até o 15 de febreiro
25/01/2019

A Conferência Internacional de Cinema de Viana é un espacio de reflexión e partilla de experiencias organizada por AO NORTE – Associação de Produção e Animação Audiovisual y por la Cámara Municipal de Viana do Castelo, cara a construción dunha comunidade internacional de intereses e de divulgación de proxectos relacionados con dúas temáticas centrais do cinema – […]

Seguir lendo
© 2019 Estudos Audiovisuais